Ferraro saluta Nuoro
Le nostre interviste
a cura della redazione
Antonio Ferraro: saluto ai tifosi nuoresi
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Non vi dimenticherò, e chi lo sa, un giorno….. Da qualche giorno ha smesso la maglia della Nuorese e proprio ieri ha esordito con quella del Muravera nel campionato di Eccellenza. Un esordio positivo, nella gara vinta contro il Samassi, subentrando nel corso della rispresa, prendendo il posto di Matteo Busanca.
Il desiderio di Antonio Ferraro è quello di salutare i tifosi della Nuorese, ringraziare la città e la società per queste due annate trascorse in maglia verdeazzurra, lasciando la porta aperta, come si suol dire: passano gli anni, cambiano i protagonisti ma a volte i giocatori con il vento dei cambiamenti possono anche tornare. – La tua è una separazione dal “ci siamo tanto amati, ma ora ognuno per la sua strada”…. “Ho vissuto il passaggio di consegne, dalla gestione Goveani a quella Cuccuru. Sono stato uno dei pochi ad essere confermato. Sia il ds Andrea Mameli che l’allenatore Antonio Prastaro hanno insistito affinchè restassi, avevo diverse richieste, ma ho accettato di restare in Promozione a Nuoro. Il progetto propostomi era quello di contribuire a riportare la Nuorese in categorie più alte, dalla Promozione alla serie D in tre anni”. – Poi cosa è cambiato? “Il mio primo infortunio nel periodo del ritiro estivo (sfilacciamento dei flessori) ha ritardato la mia preparazione, ma poi tutto è passato. Purtroppo successivamente c’è stato il secondo stop (infiammazione e risentimento degli adduttori) che ha ulteriormente precluso il mio impiego, ma anche da quello ho recuperato. Ciò che mi ha amareggiato è stato che si sia dubitato del mio recupero, ipotizzando degli accordi con altre squadre, prima del mercato di riparazione” – Ci si aspettava che avresti ripetuto il bottino di reti della passata stagione, fatto di triplette, doppiette e assist. Ma qualcosa nel tuo ruolo è cambiato? “Si, il ruolo era diverso rispetto a quello della passata stagione con mister Busanca, che aveva sfruttato a pieno le mie caratteristiche. Quest’anno con mister Prastaro avevo compiti difensivi, lui mi ha assegnato un ruolo davanti alla difesa e dovevo rispettare le consegne. Segnare era un pò difficile, da così lontano…..” – Alla notizia del tuo addio alla Nuorese, sono seguiti molti messaggi dei tifosi verdeazzurri, ma non solo…. “Ho ricevuto tanti messaggi sia sul cellulare che nella mia pagina di facebook. Conserverò un bel ricordo dei tifosi, della città e della società, sia con la gestione Goveani, che con quella di Cuccuru. Poi chi lo sa, in futuro le nostre strade si incontreranno ancora” – I nomi delle pretendenti erano diversi: Tempio, Torres, Samassi, Progetto Sant’Elia, poi la scelta del Muravera. “Si mi hanno cercato divese società. Sapevo che gruppo trovavo a Muravera. Ritrovo vecchi compagni di squadra come Matteo Busanca, con lui potremmo giocare tranquillamente assieme, trovo vecchi amici in una squadra che pur cambiando allenatore sta confermandosi ad altri livelli, segno che il gruppo è valido. Una squadra che può dare filo da torcere al Portotorres, primo in classifica. Essendo Cagliaritano e avendo giocato nella Nuorese ho preferito non andare alla Torres.” – L’anno scorso hai formato una bella coppia con Riccardo Serra. In questa stagione solo 86′ minuti giocati assieme
Ti è mancato il suo supporto? “Molto, forse è una delle ragioni per cui non ho reso come l’anno scorso, anche se mi sono trovato bene anche con Cristian Lai. Sono sicuro che tutti e tre avremmo potuto giocare assieme, con un gioco un pò differente” – Dopo aver visto quasi tutte le squadre della Promozione. Quale ti ha maggiormente impressionato? “Il Tempio è la squadra che lotterà con la Nuorese fino alla fine. Il Ghilarza è un buona squadra, ma un gradino sotto. Pensa se avessi avuto subito la lista di svincolo, come è accaduto con Saruis, magari domenica scorso avrei potuto giocare contro la Nuorese. Invece mi sono preso i miei tempi per decidere” – Cosa manca ancora alla Nuorese per primeggiare nel girone? “La squadra c’è ed ha la possibilità di emergere. Ha le caratteristiche e i nomi per dominare, ma probabilmente la grinta e la sicurezza devono arrivare dalla guida tecnica”. Susanna Musanti |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |